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Metro C di Roma

La linea C, terza metropolitana prevista dal Nuovo Piano Regolatore Generale di Roma, costituisce il principale e più ambizioso obiettivo della Società Roma Metropolitane. La linea collegherà direttamente aree e quartieri oggi distanti, attraversando la città come una spina dorsale e quasi raddoppiando l'attuale sviluppo della rete.

Il "tracciato fondamentale" della linea C, lungo oltre 25 km e con 30 stazioni, partirà dalla zona Clodio/Mazzini e si snoderà verso sud-est fino a S.Giovanni, proseguendo in zona semiperiferica fino a seguire la via Casilina e si porterà in superficie, infine, nella zona periferica oltre il Grande Raccordo Anulare, ricalcando il tracciato della ferrovia Termini-Pantano, per terminare appena fuori il limite orientale del Comune di Roma. Particolare importanza rivestiranno, al fine dell'attivazione dell'effetto "rete" del sistema di trasporti su ferro, le intersezioni previste con le due linee esistenti della metropolitana di Roma e con la Ferrovia Regionale FR1.

Il quadro economico dell'opera, approvato con Deliberazione della Giunta Comunale n. 46 del 25 marzo 2004, prevede un investimento complessivo di 2,18 miliardi di euro, di cui il 70% a carico dello Stato, il 18% a carico del Comune di Roma e il 12% a carico della Regione Lazio. La prima tratta da attivare sarà la S.Giovanni-Alessandrino, cui seguirà la Venezia-Pantano e infine la messa in esercizio dell'intero "tracciato fondamentale". La capacità di trasporto offerta sarà di 24.000 passeggeri l'ora per senso di marcia tra Clodio e Alessandrino, 12.000 passeggeri l'ora tra Alessandrino e Grotte Celoni, 6.000 passeggeri l'ora tra Grotte Celoni e Pantano.

I convogli della linea C non avranno macchinisti a bordo, ma saranno controllati e guidati da un sistema di automazione integrale. Tecnologie e criteri costruttivi d’avanguardia consentiranno di contenere le conseguenze dei cantieri sul tessuto urbano e ridurre al minimo i problemi di impatto archeologico-ambientale e di sicurezza. La profondità delle gallerie di linea sarà di circa 30 metri dal piano stradale, al di sotto dello strato archeologico. Nell'area centrale della città il loro diametro sarà maggiorato, tanto da contenere anche le banchine delle stazioni, che non dovranno essere scavate dalla superficie. L'impatto degli scavi nella zona archeologica si ridurrà quindi ai vincoli imposti dalla sola realizzazione delle discenderie e/o pozzi di servizio; inoltre la posizione delle rampe d'accesso verrà adeguata ai risultati dei sondaggi archeologici preventivi.

Lo scavo delle gallerie avverrà attraverso l'impiego di una serie di TBM (Tunnel Boring Machine) che, come "talpe meccanizzate", procederanno allo scavo sotterraneo e contemporaneamente monteranno il rivestimento della galleria in prefabbricati di calcestruzzo. L'estrazione di tutto il materiale di scavo avverrà nei cantieri principali, senza necessità di intervento dal piano stradale lungo la linea. Nel complesso i problemi previsti per la circolazione saranno sensibilmente inferiori rispetto alla costruzione delle metropolitane precedenti, anche in virtù della notevole riduzione degli scavi a cielo aperto per la realizzazione delle stazioni.

Grande attenzione verrà riservata anche allo studio dell'impatto delle vibrazioni su monumenti ed edifici, da cui risulterà che l'entrata in esercizio della linea non produrrà su di essi danni da vibrazioni. Del resto i rilevamenti lungo le linee esistenti dimostrano come il traffico veicolare di superficie provochi maggiori vibrazioni sui monumenti rispetto a quelle causate dalle metropolitane. Lo scavo meccanizzato a grande profondità con pressione controllata del fronte per le gallerie di linea consentirà inoltre di minimizzare i cedimenti. Ogni stazione verrà progettata senza barriere architettoniche. Lungo i percorsi di entrata e di uscita saranno previsti impianti di scale mobili adatti alle esigenze di un servizio pubblico di grande intensità e che condurranno, dove possibile, fino alla quota dei marciapiedi stradali.

La costruzione della linea C comprenderà una serie di opere integrative e compensative. Tra queste la realizzazione di uno spazio musei di circa 3.000 mq sotto via dei Fori Imperiali, connesso alla stazione Colosseo, dove troveranno adeguata collocazione i reperti portati alla luce dai sondaggi archeologici. Il progetto comprende inoltre il restauro di otto edifici di particolare rilevanza storico-monumentale e la realizzazione di parcheggi in strutture per complessivi 2.100 posti auto, parcheggi a raso per complessivi 1.500 posti auto, sovrappassi pedonali e opere di riqualificazione viaria per adeguare l'accessibilità di alcune stazioni e un nuovo impianto sportivo adiacente alla stazione Teano.